Berith L’allenza di Matteo Corvino

Berith L’alleanza

Monaco di Baviera. Teo è un giovane ricercatore, impegnato nel campo dell’Architettura Sacra. In un momento di crisi del suo percorso accademico, riceve l’inaspettata visita del signor Kramer, un anziano gentiluomo in possesso di uno strano reperto, custodito dalla sua famiglia da generazioni. Invogliato dalla promessa di un lauto compenso, Teo accetta l’insolito incarico di indagarne l’origine e di stimarne il valore, arrivando così a scoprire che l’oggetto ha in effetti più di 3000 anni. Ma da dove proviene? Come ne è venuto davvero in possesso Kramer? Chi è Stern, l’amico fin troppo interessato a tutta la faccenda? E perché i due spariscono senza lasciare traccia proprio quando Teo nota le prime incongruenze? Per ottenere risposte che sembrano non voler essere trovate, Teo si spingerà in una ricerca sempre più insidiosa, fino a svelare, tra sacro e profano, un segreto dalle radici antichissime.

Introduzione

Quale motivazione può spingere un giovane squattrinato a compiere un triplo salto nel buio senza averne le competenze? La passione è l’unico motore che muove i fili di quella coscienza arbitraria condensando i battiti del cuore con quel magico pizzico d’incoscienza che lo condurrà a vivere una delle avventure più strabilianti , di quelle che superano senza troppa difficoltà anche i confini dell’ immaginazione . Forse qualcuno la chiamerà anche follia ma l’orologio ha cominciato a scorrere imperterrito e quindi è appena iniziata una corsa sfrenata affinchè prima del rintocco finale, il giovane abbia non solo fronteggiato i suoi più cupi fantasmi ma anche attraversando vividi e interessanti percoli, ridestato dal sonno eterno quella verità occultata nei meandri dei secoli. Tolta ogni malia dell’incanto un brivido scuote le membra dell’eroe perché dell’agognata verità non conosce le effettive sembianze ed ecco che in attimo per avere delle risposte toccherà con mano il volto della paura .

Aneddoti personali

Essendo rimasto a casa durante il Salone del libro non mi restava altro da fare che osservare scatti di amici e delle varie case editrici. Tra le pagine social più attive si può annoverare la casa editrice Altrevoci. Ringrazio davvero di cuore tutto il team perché mi ha tenuto tanta compagnia. Come tutti gli amici editori anche loro presentavano alcune anteprime che sarebbero uscite nel corso dei mesi . Tra i vari titoli uno la conoscevo piuttosto bene perché la mia amica Alessandra che collabora con loro me ne ha parlato tantissimo e non vedo l’ora di leggerlo ma fu un altro a catturare la mia attenzione. Una trama accattivante, un lavoro grafico come il solito superlativo e lo sguardo magnetico dell’autore mi avevano già convinto a scrivere alla cara Virginia ma c’era un piccolo scoglio. Prima di quello che avevo visto ne esisteva un altro e così decisi di spendere un pochino di un buono che avevo grazie ad alcuni parenti per acquistare il primo capitolo. Se sono qui a scriverne potete immaginare il finale. L’ho letto in due giorni scarsi mi è piaciuto molto ma per l’onestà intellettuale che mi contraddistingue vi dico che il romanzo solo inizialmente può apparire ostico e astruso. La storia si prende del tempo per calibrare. Il punto di forza del romanzo coincide con la sua piccola debolezza. Il romanzo è troppo perfetto avrei preferito in alcuni punti fosse un po’ più sporco, ne avrebbero giovato la narrazione e il calore umano, ma soprattutto il caro Matteo ha inserito moltissimi tecnicismi e argomentazioni sull’architettura e archeologia sacra, settore che conosce benissimo e si vede. Una volta compreso il modus scribendi però la narrazione scorre piacevolmente. Dopo avervi dato queste necessarie avvertenze non vedo l’ora di condurvi all’interno di questo viaggio che mi ha affascinato e per cui ringrazio di vero cuore l’autore per tutte le emozioni che ha saputo regalarmi .

Recensione

Ognuno è perseguitato dal suo Minotauro ma fronteggiarlo non vuol dire che il pericolo svanisce anzi quando si segue il filo in nome dell’amore e della verità ci si addentra in un’ancora più insidioso labirinto. L’avventura di un signor Nessuno per diventare Qualcuno è una mirabile e straordinaria odissea perché un nano sulle spalle dei giganti osserva un altro orizzonte. Il protagonista Teo Sangalgan come Marcello Gori nato dalla penna di Ferrari è il vivido ritratto della precarietà universitaria. Anche in queste pagine emergono opportunismo e servilismo. Teo è un giovane ricercatore di architettura sacra che proprio nei giorni in cui gli sono tagliati i fondi vede entrare nella sua vita due misteriose figure. Con Markus Kramer e Lothar Stern l’autore crea due personaggi straordinari che giocano e sfidano apertamente lettore e protagonista sul binomio presenza – assenza attuando un avvincente processo identitario che tiene incollato fino all’ultima pagina. Se Dan Brown analizza chi siede alla destra del Cristo indagando il valore artistico simbolico di Maria Maddalena con Corvino le Scritture diventano una parabola che inchioda l’uomo alle sue ossessioni. Teo è incaricato di svolgere una ricerca su una reliquia di legno e oro. Non sarà soltanto un reperto ma ciò segnerà l’inizio di un rocambolesco e avvincente viaggio negli oscuri meandri della Storia antica e contemporanea. Il romanzo è scritto in prima persona come fosse un diario di viaggio minuzioso e particolareggiato. Per Teo è davvero un percorso in dialogo col proprio sé tra crescita filosofica e intellettuale e umana perdizione. Il percolo è la tentazione nel racconto della personale caducità. Berith è un affascinante romanzo storico archeologico dalle venature thriller e dal respiro internazionale. Lo stile è accurato e dettagliato ma nonostante ciò la narrazione risulta scorrevole e il ritmo incalzante. Un romanzo che analizza in qualche modo il rapporto tra l’uomo e Dio con tutte le fallimentari conseguenze. Il libro rappresenta un vero e proprio giro intorno al mondo tra Monaco – Toscana e il deserto della Giordania. Nel corso delle pagine l’autore utilizzando una suddivisione tripartita indaga magistralmente la dicotomia tra dentro e fuori. Gli ambienti interni perlopiù stanze e canyon hanno volutamente una caratterizzazione angusta e claustrofobica per far entrare in contatto i personaggi con la paura, i fantasmi e i loro demoni interni. Gli ambienti esterni invece seguono un climax ascendente col susseguirsi della vastità della verità. Una storia dal volto dualistico e oppositivo alla ramificazione della credenza si contrappone una visione laica. Tra bugie, misfatti , omicidi e oscuri segreti è descritta una pagina della Seconda guerra mondiale che si collega alla storia ebraica e palestinese perché la conoscenza è una sete pericolosa e appagante come il calore di una fiamma di cui fino all’ultimo non si conosce la direzione se quella della miracolosa salvezza o della rovinosa distruzione .

Conclusioni

Una  nuova   voce  italiana     dal  respiro  internazionale  destinata     a  incantare  milioni  di  lettori.

Voto

4/5

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