

Cinquecento catenelle d’oro
Introduzione
Quante volte ci si sofferma a pensare a quanto si è ricchi senza saperlo? Non si fa mai perché troppo presi ognuno di noi dalla frenesia dell’esistenza. La stessa fretta che avvolge il Bianconiglio. Tutto appare dovuto ma ogni cosa per arrivare fino a noi è stata conquistata e sofferta, per questo non dovremmo sprecare nulla soprattutto la libertà. Quando qualcuno tenta di minare questo valore imprescindibile, bisogna lottare affinchè non resti un sogno utopico ma diventi una concreta realizzazione. Trasformarlo come il valore più autentico che esista da donare alle future generazioni che invece si troverà un impoverimento emozionale che avrà minato anche il loro diritto di sognare qualcosa di diverso. Volgiamo lo sguardo al passato per non restare imprigionati nella caducità e ciclicità dell’errore perché i libri creano un ponte tra le epoche e un dialogo senza tempo che dovremmo imparare ad ascoltare .
Aneddoti personali
Il magico potere delle storie mi ha sempre visto appassionato di libri e sceneggiatura a tal punto da creare una storia d’amore a cavallo tra i due mondi Non avrei mai immaginato che la mia strada e quella del mitico Salvatore Basile si sarebbero un giorno incrociate. Ho sempre guardato le serie da lui scritte o dirette con profonda ammirazione e averlo tra gli amici più cari mi riempiono d’orgoglio. Gli voglio molto bene e proprio per questo sia lui sia voi sia mi seguite con affetto meritate una recensione obiettiva che non tenga in considerazione l’affetto che ci lega. Ho letto tutti i suoi libri e sono felice di portarlo sul blog soprattutto con Cinquecento catenelle d’oro che ritengo essere tra i suoi romanzi più riusciti. Una lettura piacevolissima che mi ha tenuto incollato alla pagina fino alla fine, incantato ancora una volta dalla potenza dei sogni e alla fine mi sono anche commosso. Ringrazio la casa editrice per avermi dato questa possibilità e Salvatore per la disponibilità e la sua amicizia. Spero di inserire tutte le emozioni provate nella recensione e di convincere chi non l’ha ancora letto a farlo. Non ve ne pentirete.
Recensione
All’interno del concetto Nani sulle spalle dei giganti sono sdoganati due aspetti contrapposti della complessa personalità appartenente al genere umano,: l’umiltà e la superiorità. Entrambi eterni protagonisti in particolare nella società ottocentesca. Un enorme divario nel profondo segno dell’ingiustizia. Salendo sulle spalle di qualcuno più grande ci si accorge che l’eccesso di sottomissione e avidità ha annebbiato anche l’orizzonte rendendolo parte integrante della foschia della perdizione. Allora che fare per tentare di stabilire una forma d’equilibrio? Rifugiarsi nel fantastico universo del c’era una volta, in cui possibile e impossibile sono labbra che si congiungono creando una corona che eleggerà re o regina di quel sogno. Allora sembrerà che la voce di Filostrato abbia attraversato le epoche per narrare una nuova storia d’abbandono e dolore. Nell’aria si diffonde un canto, una canzone popolare che fa ritrovare Elisabetta e Maria legate dalle catenelle del destino. Il mondo di Maria Pepe è pronto ad accogliere un nuovo secolo che gli storici definiranno breve, ma il cambiamento alla bambina appare ancora lontano, l’unica cosa che sente vicina è la firma della sua condanna. Pur non essendo mai andata a scuola per lei Povertà Miseria, Dolore, Solitudine e Pazzia non sono parole chiuse all’interno di un dizionario ma personificazione dei suoi compagni di gioco che s’impregnano dei suoi accorati silenzi e restano impressi come tangibili segni sulla pelle. Maria è figlia di contadini che lavorano per la baronessa Matilde Carraduro che per la giovane protagonista rappresenta una vera e proprio ancora di salvezza. La donna colmerà il desiderio di maternità dando alla giovane un regalo importantissimo ma estremamente pericoloso: l’istruzione. Leggendo e scrivendo Maria conoscerà attraverso i classici della letteratura, un mondo sconosciuto che alimenterà i suoi sogni. Matilde però le sta consegnando non solo le chiavi della conoscenza ma soprattutto armi contro gli oscuri inganni dei potenti per non nascondere la testa sotto la sabbia ma nello scontro far brillare la luce equilibrante della giustizia. Mai parole sono state più profetiche. Dopo qualche anno, infatti, Matilde emetterà l’ultimo alito di vita e Maria si troverà a essere proprietaria terriera e dovrà fronteggiare le mire espansionistiche del perfido Arturo Carraduro, fratello della baronessa. L’uomo ha uno spirito più arrivista e cinico del Mazzarò verghiano. Maria in questo ricorda l’Agata della Ranno. Una donna sola e inesperta non può amministrare un terreno e quindi è più facile sottrarglielo. In una lotta senza esclusione di colpi Maria combatterà spalleggiata dal padre Antonio, il cui rapporto ricorda quello di Oliva e Salvo Denaro, smisurato affetto e silenziosa fiducia. Nelle pagine del romanzo l’autore descrive magistralmente un affresco rurale, dove ogni goccia di sudore e fatica si tramuta in rugiada d’emancipazione. Basile compie, infatti, una curata analisi della condizione femminile nella società ottocentesca tra formazione e sottomissione. Un coro di donne con fame di tutto e aria di niente parlano di loro con determinazione , rabbia e arrendevolezza e cosi Teresa ed Elvira con pennellate talvolta decise talvolta delicate regalano al racconto la sfumatura di un altro cielo . Essendo la voce narrante quella di un’adolescente lo stile si caratterizza per una costruzione sintattica e morfologica semplice che risulta perfettamente aderente al contesto. C’è però una particolarità da sottolineare Lo stile è sia lento sia scorrevole come se la narrazione si muovesse in una danza seguendo il ritmo della terra. Pioggia, vento, sole e neve si alternano come se fotografassero una rivoluzione emotiva e il tempo della narrazione è scandito da stanghette incise sul legno. Maria a un certo punto in onore della libertà come Marianna Ciccone nasconderà i libri affinchè, nessuno profanasse il più prezioso dei tesori. Un romanzo sulla forza delle donne e la potenza dirompente dei sogni ma dove sognare dagli adulti è considerata follia perché non lo sa fare oppure hanno dimenticato come si fa. L’America e il cinema appaiono per il popolo soltanto un’utopia, una riva troppo lontana che solo i cuori indomiti potranno raggiungere. Una storia emozionante dove le immagini si muovono e basilico e zinnie simboleggiano ricongiungimento, rinascita e speranza mentre nell’aria soffia il vento del perdono.
Conclusioni
Un libro indimenticabile che con semplicità racconta una fiaba moderna che emozionerà tutti i lettori .