Il mistero di villa Feoli di Emilio Limone

Il mistero di Villa Feoli

Dopo aver visto sfumare all’ultimo secondo una gioia calcistica che attendeva da molti anni, il maresciallo Ettore Festa smette i panni del tifoso e torna al comando della stazione dei carabinieri di Rofi Terme. A un passo dalla pensione, si ritrova alle prese con un delitto, il secondo di cui deve occuparsi in vita sua. In una sontuosa villa nobiliare, appartenuta a un conte decaduto, uno dei tre eredi viene trovato morto con un tagliacarte conficcato nel collo. Nessun indizio decisivo faciliterà una rapida risoluzione del caso. L’eco di strani riti compiuti proprio in quella dimora, scenario anche di un brutale omicidio ottocentesco, accompagnerà Festa alla scoperta di un passato che nasconde superstizioni e segreti. Il maresciallo cercherà di trovare spiegazioni razionali, ma rischierà di finire preda di suggestioni inquietanti. Finché, a sorpresa, la sua passione per il calcio s’intreccerà alle indagini.

Introduzione

Un alone di mistero avvolge un quartiere ogni abitante sente su di sé il peso del sospetto ma non tutto è come sembra perché la mano del destino cela un segreto che si nutre di paura e credenza e solo chi è veramente in grado di scalciare l’agognato rigore può raggiungere la verità per una’indagine che rischia di diventare un cold case.

Aneddoti personali

Leggo sempre con molto piacere i noir di questa collana perché c’è un’amicizia sincera e un rapporto di stima con Mario, Raffaella e Giacomo. L’autore lo conoscevo perché ho letto il libro precedente sui carabinieri. Adesso sono felice di ospitarlo sul mio blog per la prima volta con quest’accattivante noir che mi ha fatto conoscere lati inediti di Emilio di cui ho sempre apprezzato la profonda umanità. Indubbiamente questo è un testo che trasuda in ogni pagina di passione per la scrittura, per il calcio e per altri elementi che scoprirete nel corso della recensione. Il rapporto con questo romanzo è stato rocambolesco perché non amo per niente il calcio e i primi capitoli sono stati complessi, non li ho sopportati fino a pensare di mollare poi però è iniziata la trama principale che mi ha conquistato pagina dopo pagina, fino ad amarlo. Mi hanno emozionato i riferimenti al nostro amico comune Ettore Zanca che se li merita tutti, ma avrà letto il libro con un bel corno accanto. Il giallo di per sé ha fatto il suo, una lettura godibile anche grazie a una buona caratterizzazione di tutti i personaggi coinvolti. Spero di incontrare quanto prima Emilio per ringraziarlo di quello che ha scritto e abbracciarlo .

Recensione

Quando la palla e la terra entrano in contatto, è un volo a mezz’aria che decide non solo la direzione ma anche la connessione che intercorre tra sostanza e forma. S’intersecano così gli umani sussulti tra gioia e dolore, come fosse un giro di giostra tra morte e speranza, ma tutto è irrimediabilmente celato da un velo intriso di verità e menzogna. Il maresciallo di Rofi Terme Ettore Festa sta svolgendo attività di routine quando la tranquilla monotonia del paesino è sconvolta da un improvviso omicidio. Da sempre il maresciallo sarebbe voluto entrare a Villa Feoli ma in tutti quegli anni non era ancora accaduto. Villa Feoli è un luogo lugubre ma allo stesso ammaliante. Tutto il suo misticismo è la perfetta incarnazione del dispotismo dei suoi proprietari. Un accattivante noir che gioca una sferzante partita con il lettore sulle ambivalenze e ambiguità. Un romanzo intenso che ricorda che ogni casa nasconde un serpente velenoso tra le stanze, che a ogni luce corrisponde un’ombra e a ogni emissione di umano calore fa da contraltare il gelo dei segreti. L’autore dimostra una buona conoscenza degli argomenti trattati. Lo stile è schietto, sporco al punto giusto intriso di una dose calibrata d’ironia che rende il ritmo della narrazione scorrevole. Tutti i personaggi hanno una buona caratterizzazione, nessuno emerge realmente sull’altro ma sono accomunati da uno spiccato brio che regala al lettore un senso di appartenenza comunitaria e di compattezza. Marco Feoli è il cosiddetto figliol prodigo che intreccia un doppio filo con il destino e con i ritorni. Il maresciallo Festa e la sua colta squadra s’insedieranno negli affascinanti meandri dell’occultismo e della Torino esoterica col rischio che un’antica credenza faccia tremare quelle sporadiche briciole di lucidità e conoscere da vicino il volto della paura. Un noir che rileva che talvolta anche i sogni possono sporcarsi di fango e che questo serve all’uomo per comprendere ogni suoi caducità soprattutto di fonte all’inflessibile specchio della verità che ne evidenzia limiti e ossessioni.Un’omosessualità sopita in una storia tetra che utilizza secondo i canoni della tragedia classica il tema del doppio per tracciare un sinistro ma vivido e onesto ritratto di famiglia .

Conclusioni

Un noir appassionante per passare piacevolmente alcune ore .

Voto

5/5

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