Le figlie di Hope House di Soraya Lane

Le figlie di Hope House

Mentre apre la piccola scatola che le hanno appena consegnato, Lily non immagina certo che la sua vita stia per cambiare per sempre. Al suo interno, una ricetta scritta a mano e la vecchia locandina di un balletto. Lily non lo sa ancora, ma in quella scatola è racchiuso tutto il suo passato. Un passato che non conosce. Così come non conosce le altre donne sedute con lei al grande tavolo dello studio legale, ma tutte hanno qualcosa in comune: le loro nonne sono nate a Hope House, una casa per madri nubili. Anche loro hanno ricevuto una scatola, ma il contenuto è diverso per ciascuna. Gli oggetti che Lily ha trovato nella propria la conducono tra i vigneti di un paese lontano. Lì, fra colline tinte di giallo e di rosso, si sente per la prima volta a casa. È un tuffo nel passato che le farà ripercorrere la vita della bisnonna: Lily scoprirà che era una ballerina di danza classica, ma anche una donna disposta a tutto per amore. E che tra le mura di un antico panificio è custodito il suo segreto. Un segreto inconfessabile che ha segnato la storia delle donne della sua famiglia e che ora riguarda anche lei. Donne forti e ribelli. Donne che le somigliano più di quanto potesse immaginare. Ciò che scopre la metterà di fronte alla scelta più importante della sua vita. Perché è nel passato che è cominciato il suo futuro.

Introduzione

I segreti possono distruggere o salvare un’esistenza in ogni caso ne modifica drammaticamente la direzione. Scopi e progetti s’intensificano e talvolta realizzano ma la mente attanaglia sempre lì, su quell’unica scelta non dettata dal cuore ma dalla necessità. Il destino è un giudice integerrimo che inchioda e punisce ma forse scavando negli oscuri meandri della sofferenza si riescono a trovare barlumi sia di verità sia di quell’agognata e insperata felicità .

Aneddoti personali

Ho acquistato il libro attratto dalla magnetica e affascinante copertina aspetti magici che ho ritrovato piacevolmente nella trama. L’ho letto in pochi giorni perché nonostante lo schema sia semplice, la storia scorre e cattura. Una lettura intensa ma assolutamente distensiva che fa sognare ed emozionare, grazie a paesaggi mozzafiato un intreccio godibile e personaggi ben delineati. Ringrazio con tutto il cuore Soraya Lane per avermi catapultato all’interno di quest’avvincente saga familiare che non vedo l’ora di continuare. Adesso tocca a me convincervi con la recensione a intraprendere questo viaggio intorno al mondo davvero indimenticabile.

Recensione

Se si osservano attentamente i ritratti di famiglia, tutti appaiono un po’ sbiaditi. La felicità è un lusso temporaneo in attesa che l’ennesimo dolore scuoti l’esistenza. La vita è un giro di giostra in cui può essere fittizia persino la gioia. Lo sa bene anche Lilly un’affascinante e determinata enologa inglese che ha, eredito dalla nonna e dal padre la passione per il vino ma anche un profondo senso d’inadeguatezza acuito da una’irrefrenabile paura d’amare. Sia il padre sia la nonna è morta da tanti anni ormai, ma la danza dei ricordi è piuttosto irrequieta, è come se non dormissero sonni tranquilli perché l’origine del loro malessere non è stata ancora scoperta. Rovistando la posta materna scopre che la nonna o eventuali eredi sono invitati a presentarsi in un famoso studio legale. Una volta giunta lì le è consegnata una misteriosa scatola con dentro un antico manifesto teatrale e un’enigmatica ricetta. Oggetti del cuore che sembrano legare quella storia familiare al territorio italiano, come fosse un richiamo . Ḕ questo l’inizio di una rocambolesca e straordinaria avventura sull’altalena dei sentimenti. Nella Milano del 1937 Ester è un’adolescente taciturna e irreprensibile. La sua giovialità e infanzia sembrano rubate dagli ossessivi sogni materni, la donna sfrutta l’innato talento della figlia per la danza classica per migliorare le condizioni della famiglia, onore e rispettabilità sono, infatti, i principi cardini del suo personale decoro. Dopo un’importante audizione Ester è selezionata nel corpo di ballo della Scala ma non tutto andrà come previsto dall’algida madre. Proprio in qui giorni Ester conoscerà il giovane Felix con cui instaurerà un tenero rapporto d’amicizia che fin dall’inizio ha il profumo del vero amore. Il giovane pasticcere le insegnerà che un’altra vita è possibile, basta volerlo. Passano gli anni, è il 1946 il mondo ha superato l’ennesimo conflitto mondiale e si cercano insistentemente segnali di rinascita. La Scala riapre dalle sue stesse macerie, un palcoscenico che sa che i capitoli sospesi vanno irrimediabilmente chiusi altrimenti è impossibile ricominciare. Ester è ancora lì ma stavolta da prima ballerina con il cuore in subbuglio per quel sopito amore che non è potuto sbocciare. Il vento delle nuove possibilità soffia nel nome di Coppelia e a quel lago di Como che esattamente come con i famosi sposi promessi è ancora una volta teatro di un nuovo tormentato amore dal retrogusto del cioccolato amaro. L’autrice si destreggia abilmente nei due piani temporali con scrittura delicata e soave, aspetti mantenuti dall’ottima traduzione di Adria Tissoni regalando una lettura incantevole dal ritmo scorrevole. L’autrice ritorna in Italia con una nuova appassionante saga che ha riecheggiamenti stilistici e tematici con quelle della compianta Lucinda Riley. Giunta in Italia Lilly intraprenderà un viaggio appassionante tra Lombardia e Piemonte conoscendo due calorose famiglie i Martinelli e i Barbieri. Forse il vino e il pane daranno un nuovo impasto persino al suo cuore perché nella vita esistono sempre scelte laceranti nella gioia e nel dolore, entrambe contengono una percentuale di rischio come quegli antichi tramonti che faticano a diventare una nuova alba.

Conclusioni

Il primo capitolo di un’appassionante saga che ha scaldato ed emozionato milioni di lettori .

Voto

4/5

Video

Correlati

Citazioni

Note

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.