Non sparate agli aquiloni di Feride Cicekoglu

Non sparate agli aquiloni

Inci è una prigioniera politica, Baris un bambino di quattro anni. E insieme a lei, dietro le sbarre di un carcere turco dopo il colpo di stato del 1980, che Baris impara a conoscere il mondo e ad andare oltre la gabbia, in alto, come fanno gli aquiloni. Ma le lettere che lui le scrive, con l’aiuto di altre detenute, rischiano di restare impigliate nelle porte di ferro. La purezza di un bambino sa smascherare le assurdità di cui spesso è impregnata la storia.

Introduzione

Resto ancorato in uno spazio che non sento più mio, nella delimitazione di un attimo che è uguale al precedente ma anche pesantemente diverso perché segna irrimediabilmente il confine tra me e te. Non  riesco più a immaginare cosa voglia  dire lontano, ormai diventata semplicemente una delle tante parole racchiuse in un vocabolario che hanno perso di significato ai miei occhi.   Qui e ora invece li vedo nella loro nitidezza e m’incutono paura, ma non per i motivi che pensi tu, perché la fine credimi, è sopravvalutata. Sono nemici perché condizionano il mio sguardo azzerando tutto e lasciandomi il niente che non accoglie nemmeno più le lacrime perché tutto ciò che era bello e meraviglioso, se n’è andato con te. Da quando non ci sei più, la notte è diventata il momento peggiore sai, perché tutto si addormenta nel rispettoso silenzio che permette di sognare, chiudo  gli  occhi e immagino come sarebbe il mondo fuori insieme  a te.  Quello che sembrerebbe il più bello dei sogni diventa il peggiore degli incubi perché improvvisamente mi sveglio e non ci sei. Calmare la mancanza è complesso, ci provo ogni  volta guardando lo scorcio di luna che si vede da queste sbarre e così mi piace dare a lei il tuo volto. Il battito  del  cuore è accelerato ma per fortuna dopo un po’ si regolarizza, riprendendo il ritmo dell’abitudine.  Devo dire grazie  a questo povero cuore malandato sai se sento ancora dentro me il brivido della vita, tutto questo mi dà un  po’ di forza per credere che la solitudine dell’io e te sia ancora possibile trasformarla in un infinito noi.  Ritornare a ridere e scherzare, afferrarci per mano e fantasticare di risaltare nelle pozzanghere, la tua risata è una canzone armoniosa per me, che non voglio trasformare in ricordo per paura di perderla nel burrascoso mare dei pensieri. Ogni  volta che osservo il sole, sento il calore dell’affetto e mi riscalda le ormai stanche membra. Alzo  gli  occhi e immagino che anche tu mi stia pensando, guardando lo stesso cielo. Ho il desiderio di tramutarmi in uccello e sussurrarti almeno un ti voglio  ancora  bene. Se vedi un aquilone, ammiralo e salutalo per rispettare i bambini che siamo stati. Mi aggrappo a questa speranza prima  che il vento cambi   nuovamente  direzione, per aver qualcosa che mi lega ancora a te che sei il colore del mio buio .

Aneddoti personali

Il libro che mi ha fatto iniziare la collaborazione con Scritturapura è stato La strada dei papaveri che ringrazierò sempre nel mio cuore perché mi ha fatto scoprire non solo una casa editrice bellissima e validissima, ma soprattutto mi ha regalato Eva e Stefano due persone speciali, amano quello che fanno e si vede ogni volta che parlano di storie, perché i loro sguardi brillano. Col tempo sono diventati due amici che spero di incontrare presto e abbracciare. Comunque continuando il racconto, affascinato dal libro di Biefnot e Dannemark sono andato a controllare il catalogo e un altro libro che mi ha subito colpito, è stato proprio Non sparate agli aquiloni di Feride Cicekeglou. Il libro fa parte della collana Riserve che è un vero gioiellino perché racchiude al suo interno classici moderni che hanno rischiato di cadere nel dimenticatoio ma per fortuna qualcuno ci crede ancora e li riporta alla luce. La sinossi mi ha subito impressionato e mi sono convito che questo libro doveva esserci nella mia libreria personale e che anzi l’avrebbe arricchita. Ho preso tutte le informazioni online, tutti i siti erano accompagnati dalla scritta Attualmente non disponibile che mi ha fatto scoraggiare un pochino per l’acquisto in libreria, perché i libri li compro solo lì. Dopo tanto cercare e visitare il sito della casa editrice di cui nel frattempo erano usciti titoli nuovi, Era metà febbraio quando questo libro mi chiama nuovamente e stavolta decido di tentare il famoso tutto per tutto. Sarebbe stato uno dei miei regali personali del compleanno. Chiamo per tempo una delle libraie che conosco e le chiedo se è possibile ordinare questo libro, quando è arrivata, la risposta affermativa dell’effettiva disponibilità non sono riuscito a contenere la felicità. Naturalmente il compleanno l’ho passato come tutti rispettando le limitazioni, però sapere che finalmente era tra le mie braccia l’ha reso speciale. Non sparate agli aquiloni è una lettura abbastanza veloce, è un libro toccante che vi fa provare ogni forma di emozione possibile e che non dimenticherete facilmente, io spero soltanto di riuscire a recensire questa storia magica come merita.

Recensione

Si definisce classico quel libro che ha racchiuso al suo interno messaggi che trovano il modo di parlare a tutte le generazioni. Non sparate agli aquiloni è indubbiamente uno di questi. È un libro che fa riflettere sul significato intrinseco delle parole: diritto, limite e libertà. Impariamo a dosare e rispettare la nostra libertà, perché non è affatto scontata. È un libro che ci mostra le parole di Pico della Mirandola “Ogni uomo è artefice del proprio destino “ come un’amara beffa. Cartesio affermava “ Cogito ergo sum “ e ciò ci differenzia dagli animali quando non fuoriesce la nostra brutalità. E se proprio questo fosse il problema? L’autrice all’ interno di questo classico della letteratura turca s’interroga su quanto può essere pericoloso un pensiero . Si narrano, infatti, le vicende di un gruppo di donne che si trovano in carcere negli anni Ottanta dopo un colpo di Stato. Il tratto dell’autrice è molto delicato ma si percepisce la volontà che ogni termine resti scolpito sulla pietra con la speranza nel cuore che queste pagine non cadono nell’oblio della dimenticanza. Esseri umani che combattono il sistema dittatoriale con le uniche armi che hanno a disposizione pensiero e cultura. L’essere umano diventa pericoloso quando mostra curiosità verso l’ignoto, quando raggiunge il sapere e inizia a formulare un pensiero critico. Un romanzo che indagando sul significato di pena e colpa, colpisce i personaggi nel loro diritto d’esistere. La scrittrice decide di raccontare tutto attraverso lo sguardo curioso di Baris, un bambino che si ritrova a crescere in carcere perché sua madre si trova lì. Il bambino scrive delle lettere a Inci un’amica che è riuscita a uscire dal carcere. Far esprimere i personaggi attraverso lettere indica non solo la scelta stilistica di un linguaggio colloquiale e quotidiano ma ciò ha anche una valenza sociopolitica. Ci si sofferma, infatti, sulla veicolazione dei messaggi e sul relativo controllo. Il protagonista ha delle analogie con il piccolo Tommaso Rovere descritto da Macioci. Non ha importanza che siano le sbarre di un carcere o il seggiolino di un’automobile, essi svolgono, infatti, soltanto la funzione limitante che serve per aprire la porta dei sogni e dare spazio all’immaginazione. Tutto questo permette ai due autori pur nei diversi situazioni di attuare l’analisi semantica e simbolica dei perché della vita. L’elemento che caratterizza Cicekoglu è l’ironia perfettamente mantenuta nell’ottima traduzione di Semsa Gezgin. L’ironia è l’arma che il bambino utilizza per mantenere intatta la purezza del suo animo e non soccombere a una società che lo vuole plasmare irrimediabilmente. Nella realtà del suo microcosmo tutto al femminile il bambino impara l’arte della condivisione che diventa un gioiello prezioso da proteggere soprattutto quando si divide lo stesso destino. L’aquilone non è solo l’oggetto amato dal bambino, Baris ne è la perfetta incarnazione. Un fiore in mezzo ai cannoni che oltrepassa ogni sbarra librandosi alto nel cielo con il colore della speranza e raggiungendo le nuvole dà alla storia e alla libertà una nuova forma.

Conclusioni

Consiglio di recuperare veramente a tutti questo classico perché è intriso di storia e riflessioni. Un libro di sogni infranti che trovano nella ribellione il modo di continuare a mostrarsi nella loro interezza.

Voto

5/5

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