Recensione in anteprima. La morte e il mago. I casi di Bolla di Marco Castagna

La morte e il mago . I casi di Bolla

Quando l’incantevole Rebeca bussa alla sua porta, Bartolomeo Bolla non ha idea di quanto il timone della sua vita girerà per cambiare rotta. Sa solo che i tarocchi l’hanno già previsto. Perché è un cartomante. E indovino. «Devi aiutarmi, il mio amante è scomparso». Ma lui non è un investigatore. «Tu sei un macumbeiro. Riesci a capire l’anima delle persone» insiste la brasiliana. In realtà Bolla è soprattutto un uomo bizzarro. E accetta, ammaliato dagli occhi nocciola e dalla bocca amarena della donna. Il tizio che ha fatto perdere le sue tracce è un notaio. Bolla conduce le ricerche nell’ambiente dell’alta borghesia siciliana e nel mondo della prostituzione, scoprendo drammi e paure di una carrellata di personaggi di cui svela ipocrisie, eccessi e segreti. Al suo fianco, zio Tango, ex poliziotto appassionato di vino, che gestisce la Taverna dei Tre chiodi, la «spicciafaccende» Nica, l’amica d’infanzia Dada. E alberi, fiori, piante dai quali attinge l’energia cosmica e persino qualche buona dritta. Sullo sfondo i contrasti di una Palermo maestosa nei suoi palazzi nobiliari e umile nelle botteghe artigianali, struggente nei giardini fioriti e nei borghi marinari. Una «detective story» sui generis: il piano reale e quello esoterico si fondono, la divinazione è sempre un passo avanti agli accadimenti. Il curioso, ecologista, irresistibile Bolla è destinato a entrare nel firmamento dei più originali personaggi polizieschi senza esserlo. Lo dicono le carte.

Introduzione

3 novembre 2021

Quante storie avrei da raccontare se solo potessi parlare, la bellezza è un dolce inganno ma anche una terribile condanna. Scrittori e artisti sono rimasti da sempre incantati e mi ritraggono eternamente affascinante ma in pochi si soffermano sulla mia vera essenza di donna. È tutto un attimo mi dicono e così mi consolo mostrando il mio profilo migliore. Chiudo gli occhi e aprendoli è tutto finito, mi dico illudendomi perché sono stanca di sentire il peso di quello sguardo su di me. Mi copro, grido, ho solo voglia di un cantuccio, una nuova stanza tutta per me dove rintanarmi nelle gelide notti invernali e dare sfogo al mio antico dolore. Cambia il tono della sua voce, diventa minaccioso. Ha capito che sono restia. Per ancora mezz’ora sei mia, ho pagato per stare con te. Non sopporto il senso di possesso che emanano le sue mani sul mio corpo. Vorrei annullarmi, andare in quelle spiagge animate da persone di tutte le età e fermarmi finalmente per sentire parole che si perdono nel vento ed essere cullata dalla delicata nenia del mare. Riapro gli occhi, è ancora qui. Vorrei piangere ma le lacrime mi muoiono in gola, non sono libera nemmeno di fare questo. La mercificazione del corpo è come un pasto da strada alimento, veloce tradizionale ma allo stesso tempo innovativo che deve racchiudere tutto il gusto della meraviglia. Altrimenti il cliente non torna. Il pendolo segna l’ora x. Il mio cuore si ferma. Il supplizio è finalmente terminato. Si riveste in fretta, mi guarda sdegnato, come se la prestazione non avesse superato le sue virili attese. Esce dal portafoglio la cifra pattuita, me la sbatte sul viso e poi per terra. Se ne va ma io sento ancora le risate di approvazione di uomini immaginari che si beffano di me. Mi sento svuotata fuori e dentro, il mondo che mi circonda, ha perso la sua consistenza. Nel mio cuore soltanto la speranza che un giorno qualcuno sappia e voglia cogliere la mia anima di margherita e di viola. Piove anche il cielo vuole partecipare alla mia silenziosa preghiera. La serata non è ancora finita. Sta per arrivare un nuovo cliente. Rimetto il trucco e attendo. Quando lo vedo arrivare, percepisco subito che non sono come gli altri. Ha una strana e bella luce negli occhi. Ci specchiamo, ci riconosciamo quasi lo stesso dolore. Lo fisso, mi sembra di conoscerlo eppure non ricordo dove l’abbia visto. Ritorno indietro nel tempo e lo rivedo bambino mentre bighellonando, attraversa le mie vie. Sta tremando sembra una foglia autunnale, come una madre lo accolgo tra le mie braccia, poi mi racconta la sua paura. Alle soglie del nuovo giorno avrebbe smesso di essere personaggio e sarebbe diventato un libro. Come l’aveva raccontato l’uomo cui faceva visita abitualmente e soprattutto i lettori, lo avrebbero amato? Per la prima volta le sue amate carte non lo rivelavano. Gli sorrisi e gli dissi che se quell’uomo aveva deciso di puntare su di noi, questo significava che era riuscito a cogliere i nostri aspetti più segreti. Noi che siamo Palermo e Bartolomeo Bolla passammo il resto della serata spensierata a scherzare a parlare di tutto e di niente. Ci addormentammo tenendoci per mano, finalmente sereni dopo tanto tempo.

Aneddoti personali

La prima volta che il libro di Marco Castagna ha incrociato il mio cammino credo fosse una domenica, ricordo però che era il compleanno di Ugo uno degli editori della casa editrice Spartaco. Volevo fargli gli auguri e così chiamai Tiziana convinta che fossero insieme. Mi disse che gli avrebbe detto della chiamata e mi consigliò di tenermi pronto perché la prossima uscita della casa editrice sarebbe stata un giallo con un protagonista divertentissimo che sperava, avrebbe tenuto compagnia a tanti lettori. Da alcuni aspetti che mi raccontò, m’incuriosì talmente tanto che quando lo vidi tra i titoli in uscita mi proposi subito per la recensione. La prima presentazione ufficiale del libro si è tenuta da Prospero, l’enoteca letteraria palermitana della mia amica Cinzia. A sorprendermi non fu questo perché so quanto la mia amica, apprezzi quella casa editrice, ma il fatto che a presentare ci fosse il mio amico Stefano. Quest’ultimo legge tantissimo e veramente di tutto, anche qualche giallo, ma per arrivare a rendersi disponibile a presentare un libro di questo genere doveva essere veramente speciale. Quando ci siamo sentiti con Stefano, scambiandoci consigli di lettura mi ha caldeggiato questo romanzo, dicendomi che gli era piaciuto tantissimo e che secondo lui lo avrei apprezzato anch’io. Lo ringrazio veramente tanto perché La morte e il mago è un libro che consiglierò a tutti. Leggendolo mi divertivo da morire e la prima cosa che ho fatto quando ho compreso le effettive potenzialità del libro l’ho consigliato ai miei amici Manuel e Mariana perché andando avanti, mi sembrava di vedere una puntata della loro rubrica sui libri. Non solo è il libro perfetto per loro ma dedicandogli uno spazio secondo me divertirebbero tanta gente con le loro capacità d’analisi e la verve comica che li contraddistingue. Un romanzo che ho divorato e già vorrei la seconda indagine, per i motivi che leggerete nella recensione.

Recensione

A volte anche l’ordine delle cose smarrisce la via e per ritrovare quel punto apparentemente finito del sé, percorre strade impervie dalle risoluzioni alquanto bizzarre che nella zona più nascosta cela una verità indicibile. Tre sfere temporali che mischiano ventuno carte e li spingono a raccontare un intreccio inaspettato di storie. Dal nulla emerge un dubbio amletico: l’essere umano è veramente pronto ad ascoltarne la risposta? La cartomanzia è la decodificazione del messaggio scritto nelle stelle e la posizione dei pianeti influenza il nostro io astrale e la sua personalità. L’essere umano disarmato si ritrova a fronteggiare un nuovo specchio dell’anima costituito da azioni, conseguenze rimorsi e sentimenti. È come se fosse all’interno di un programma televisivo, stesse vivendo le luci della ribalta e a un certo punto ecco arrivare la zingara con la sua Luna Nera a determinare la perdita del tutto. Solo attraverso la perdizione però si può iniziare a raccontare la vera rinascita. Paradossalmente Marco Castagna compie la stessa scelta di Hugo, può una bella gitana essere amica del campanaro deforme della città? Non si parla soltanto di un atto d’amore ma di un vero e proprio riconoscersi come gli ultimi della società . Raccontare la corruzione sociale e le classi abbienti mediante lo sguardo degli emarginati, intrappolati in una condizione che non hanno scelto di vivere. Tutto avviene perché tra la vita e l’essere deve intrufolarsi la pericolosa ombra del giudizio. Gli ultimi descritti dall’autore sono quattro amici bizzarri davvero indimenticabili che colpiranno il lettore per la loro originalità e profonda umanità. Bartolomeo, Tango, Nica e Dada sono: un indovino, un ex poliziotto con la passione per il vino tanto che decide di aprire una taverna, una tuttofare non apprezzata per le sue qualità e un medico legale marchiato per l’orientamento sessuale. Attraverso questo speciale quartetto lo scrittore traccia il diritto di giustizia e verità. In nome di tutto questo li fa indagare sulla misteriosa scomparsa del notaio Salvatore Di Blasi e negli affari illeciti di quest’ultimo e dei colleghi, entrando in contatto anche con il mondo della prostituzione. È qui che lo scrittore compie una perfetta analisi sociologica del bisogno. Quali sono i motivi che spingono uomini e donne nell’intricata rete della mercificazione dei corpi? Ne emerge non solo una profonda solitudine ma soprattutto l’anima nera presente in ognuno di noi . Il romanzo è diviso in otto capitoli di varia lunghezza. Stile e ritmo sono scorrevoli e incalzanti. La caratterizzazione dei personaggi è veramente affascinante, si ritrovano inoltre il concetto calviniano di leggerezza e un’ironia colta. Tutti gli attori di questa storia sembrano solo in apparenza vivere in un non luogo perché si trovano inglobati in una Palermo che li incanta per la sua bellezza. Le descrizioni della città sono dei veri e propri scatti fotografici, inseriti nella narrazione come delicate pennellate. C’è una bellissima contrapposizione tra il luogo descritto nella sua quotidianità e il loro microcosmo costretto a combattere contro un senso d’inquietudine e i fantasmi del passato. Un romanzo indimenticabile dove un moderno Tiresia chiamato a risolvere i misteriosi arcani di tutti quelli che lo circondano, ci ricorda che le nostre esistenze sono come bolle di sapone che nell’aria si disperdono danzando con una forza oscura che nel silenzio della notte come il più antico dei pupari muove i loro fili. La sua identità è avvolta nel mistero si sa soltanto che alcuni lo chiamano Fato altri semplicemente Destino.

Conclusioni

Consiglio vivamente questo libro a tutti coloro che cercano una lettura distensiva che diverte e affronta con profondità temi di estrema attualità.
 

Voto

5/5

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