Solo Dio è innocente di Michele Navarra

Solo Dio è innocente

Nella Sardegna profonda, tra le alture della Barbagia, l’omicidio a sangue freddo di un quindicenne riapre vecchie ferite. La faida implacabile che oppone da sempre due famiglie rivali sembra non risparmiare proprio nessuno. Il principale sospettato del delitto, Mario Serra, ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e di sangue, forse troppo per poter credere che vi sia ancora un briciolo di umanità in lui. Questo è il dubbio che tormenta l’avvocato incaricato della sua difesa, Alessandro Gordiani, che, dal suo studio di Roma, parte per l’isola in vista di un processo che minerà le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia, che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Costretto a immergersi in una società antiquata e omertosa, Gordiani si sposterà tra Roma e la Sardegna per prepararsi, anche emotivamente, a un complicato processo penale.

Introduzione

Un uomo sulla sua vespa attraversa quei confini romani che pur conoscendoli continuano nonostante gli anni ad allargare la sua memoria e commuovere i suoi occhi destinati a fronteggiare la crudeltà. Per lui la bellezza è come la libertà, scampoli che compongono la sinfonia del riposo che l’eroe di turno non sa godersi perché vive perennemente in lotta. A ucciderlo non è la guerra ma la lenta monotonia . Ḕ nella resistenza che l’eroe ritrova la consistenza della sua forza. Ci sono però prove difficili da sopportare anche per i cuori più impavidi. L’uomo in questione tanti anni fa ha compiuto una scelta che lo lega a doppio filo con la giustizia. Sente che l’aria sta per cambiare, il vento gli sta chiedendo di onorare ancora una volta quel giuramento per questo non smette di sussurrare il suo nome. Questa volta è una criminalità atipica di quella che pone mille dubbi perché basata su antichi codici che non si credeva esistessero ancora. Il colore della giustizia può brillare anche in mezzo al buio? Un viaggio oscuro in cui non solo le carte sono macchiate di sangue ma anche la terra e dove tra bugie, compromessi rancori e misfatti gli uomini hanno perso definitivamente la loro umanità e sono diventati sempre più simili alle bestie .

Aneddoti personali

Permettetemi di iniziare questa parte con dei ringraziamenti. Ho conosciuto almeno virtualmente Michele un afoso pomeriggio di giugno grazie a una diretta Facebook di Manuel F. del blog La bottega del giallo e la libraia Mariana M. del Covo della ladra di Milano. Sono rimasto colpito dalla sua simpatia e mi sono ripromesso che un giorno avrei iniziato a leggerlo. Ed eccoci arrivati all’altro ringraziamento che va di vero cuore a Giulio P. e Francesca T. che mi hanno regalato lo scorso Natale, il primo volume pubblicato da Fazi. Un romanzo ambientato perlopiù in Sardegna acquistato in una rinomata libreria sarda, se non è destino questo! Un legal thriller tecnico ma godibilissimo che ho trovato talmente nelle mie corde che sono sicuro che non lascerò più quest’ autore che nel frattempo è diventato un amico Con la speranza di poterlo abbracciare un giorno in attesa di recuperare gli altri , per adesso vi conduco nell’ ammaliante lato oscuro di questa terra meravigliosa.

Recensione

Esiste un confine tra innocenza e colpevolezza? Un sentiero che sgorga di sangue apparentemente senza nome in una terra come quella sarda che come fosse il verso di una canzone fa dire ai personaggi di non avere né cuore né vento se non possono dormire in un suo abbraccio. Che cosa accadrebbe se la stretta fosse eterna e drammaticamente mortale? Si racconta che ognuno abbia i suoi Romeo e Giulietta ma ci sono anche storie in cui non c’è alcuno spazio per l’amore e il veleno trova altre vie per diffondersi lo stesso . Ogni parola, ogni azione, persino ogni gesto ne sono intrise fino a devastanti effetti. La caotica routine romana dello studio Gordiani è sconvolta da un inspiegabile omicidio in terra sarda. Quando Gordiani e il suo brioso e coeso team accettano la difesa dell’accusato e la relativa trasferta non sanno ancora cosa aspettarsi. Non c’è accoglienza e calore e soffia persistente un vento straniero come un canto di morte imminente e incessante. Il sangue ne richiama volontariamente altro, nessun delitto può restare impunito. L’autore si sofferma sulla descrizione delle brulicanti campagne nuoresi, aspetto che descrive perfettamente la personalità dei personaggi coinvolti. L’avvocato Alessandro Gordiani e i colleghi dovranno destreggiarsi abilmente tra i fangosi canali della menzogna addentrandosi negli oscuri meandri di una sanguinosa e radicata faida familiare. Corpo e mente dei membri coinvolti sono mossi dalla vendetta seguono il rigido e non scritto codice barbaricino. I membri delle famiglie Rutzu e Serra sono accomunati da personalità ispide rancorose e solitarie. Basterà analizzare la loro vorticosa psicologia per giungere alla verità? L’avvocato sa che ogni guerra ha un suo casus belli ma quando esso si unisce alla macchia del frutto del peccato diventa ancora più complesso sradicarne la sua origine . Con un utilizzo calibrato di proverbi e tecnicismi lo stile è asciutto e incisivo e ciò permette una narrazione dal ritmo scorrevole e serrato. Un intenso legal thriller che fa convergere le due ambientazioni in uno scenario ancestrale o con riecheggiamenti alla tragedia classica in fondo onore e odio sfamano e distruggono fin dalla notte dei tempi. Un romanzo cupo che lascia volontariamente un retrogusto amaro perché talvolta nelle storie non ci sono vittime invece esistono uomini che hanno la bramosia di interpretare il ruolo del carnefice come fosse il baluardo dell’eroe anche quando non si tratta di finzione. Un gruppo di avvocati e un indomito PM per far trionfare ancora una volta la verità. Tra misfatti e bugie risuona nell’aria Zirichilitaggia di De Andrè, come fosse un indizio per l’agognata risoluzione, perché talvolta per i figli l’eredità paterna è un pesante fardello da sopportare. Un romanzo intenso che getta luci ombre e spettri sulla genitorialità, un processo accorato in cui è imputato persino Dio. Se è davvero il Padre di tutti, può permettere tutto questo dolore? O forse perché genitore non è esente da colpe. Ci sono storie, infatti, in cui le preghiere sono vane e vacue poiché persino le parole hanno perduto la loro consistenza ed è in quest’atmosfera desolante e disperata che i Tazenda ricordano come fosse un messaggio di speranza che spunta la luna dal monte come un gesto che nasce dall’amore e che a esso ritorna e che troppo spesso il genere umano tende a dimenticare .

Conclusioni

Un romanzo intenso e appassionante che farà passare ai lettori alcune ore piacevoli

Voto

5/5

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