



Introduzione
Ciao mia piccola luce, ti vedo crescere dal mio osservatorio speciale e non posso che essere fiera di te. Stella mai nome fu più appropriato per te. La tua luminosità ammalia e conquista ma come ogni essere umano hai un lato ombroso figlia mia che mi fa paura perché mi ci riconosco. Questo specchio d’inganni non si è ancora frantumato nonostante gli anni. Lo dico io che ne sono stata fautrice, non mi pento ma mi maledico perché non volevo questo per te. Nessuno forse può sfuggire al proprio destino e quindi nemmeno tu. Ti ho lasciato solo incognite lo riconosco, spero solo che il potere oscuro delle ossessioni non ti disintegri com’è successo a me. Sai che ancora nonostante siano passati tanti anni ormai, non riesco ad andare a trovare mio padre? Non riesco a guardarlo negli occhi né potrei azzardarmi ad accarezzare la sua anima. Non lo merito ma riconosco che al cospetto di un genitore ci si sente piccolissimi anche qui, sempre. Figurarsi sapendo che sei stata la causa del suo più profondo dolore. L’indulgenza esattamente come la felicità è un lusso, un dono per pochi. Non voglio sentire il suo sguardo severo poggiarsi su di me, il peso dei miei errori lo porto quotidianamente sul mio dannato cuore. Ti posso osservare ma non mi è concesso ascoltare le parole, non so che cosa ti abbia raccontato la nonna, ma nei tuoi occhi noto la rabbia che i buchi dell’ignoto lasciano in attesa di refrigerio appagamento. Credi davvero che conoscere quello che è accaduto veramente placherà questa tua sete? Non ho il diritto di consigliarti ma ti prego ascoltami, non aggrapparti a questa effimera illusione e trova un altro scopo per vivere. Non sopporterei di vederti rovinata indagando sul mio rocambolesco passato.
Ho saputo che due scrittori scriveranno un libro incentrato perlopiù su quel bastardo, se spera che gli lasci tutta la scena si sbaglia, non l’ho fatto allora e non ho intenzione di cominciare adesso. Non posso nemmeno augurarmi di vedere cancellata la sua stirpe, perché tu ne fai sciaguratamente parte. Come Didone non smetto di lanciare maledizioni però, affinchè qualcuno mi vendichi e completi il lavoro, dove io ho fallito.
Arriverà il giorno…
Tu Stella mia non sai per fortuna che cosa ha significato nascere donna in quegli anni, ho sgomitato e combattuto con tutte le armi a mia disposizione.
Dovevo essere intelligente quanto e più di tutti quegli uomini, dimostrarmi lucida e feroce quando conveniva.
Con lui la sfida è diventata più interessante, credeva di averci in pugno, ho provato a fregarlo sfruttando anche la bellezza.
L’amore è un sentimento sopravvalutato spesso è una debolezza ma può divenire una mossa strategica in una battaglia idealistica.
Forse anche se per poco, sei stata anche tu una pedina, per questo non mi firmerò mamma ma vorrei che né tu né il mondo scordaste il mio nome.
Edda
Aneddoti personali
Ḕ stata annunciata l’uscita del secondo volume e ho recuperato il primo con questi protagonisti per capire se la serie potesse piacermi e che dire mi ha letteralmente folgorato.
Non ho ancora avuto la possibilità di disquisire con Daniele ma conosco Sabrina perché è una bravissima collega e firma autorevole del blog Thrillernord.
Questo romanzo è una continua scoperta, non è canonico ed è una versatile chicca del catalogo Frilli .
La parte giallistica non si limita al noir ha venature thriller ma è prettamente un romanzo storico.
La sfida per gli autori è stata ardua e non si parla soltanto del materiale storico da consultare ma proprio dal punto di vista narrativo. Avevano, infatti, tra le mani un personaggio gigante, una bomba a orologeria che avrebbe potuto oscurare gli altri, invece gli autori hanno saputo calibrare tutto e costruire una trama intensa e accattivante.
Ringrazio gli autori per le emozioni che mi hanno regalato, non riuscivo a chiudere mi hanno saputo conquistare pagina dopo pagina. Non volevo finirlo perché a volte dire arrivederci pesa quanto e più di un addio, pur sapendo che molti di loro non li rivedrò più su carta perché il cerchio si è concluso, mi consolo perché avranno un posto speciale nel mio cuore per sempre .
Recensione
Ci sono momenti in cui le foglie perdono la loro linfa e si lasciano trasportare dal vento illudendosi di dimenticare il peso degli affanni. Staccandosi dalle loro radici perdono persino l’identità. Cadono inermi come soldati in un letto di neve che ne copre il passaggio ma non il ricordo in un placido ma letale inverno .
Il cielo è un quadro terso, presagio di antiche sventure.
Un uomo osserva noncurante questo spettacolo naturale non cogliendo il sinistro messaggio .
È un uomo qualunque di quelli che si confonde perfettamente tra le folle senza lasciare indelebili tracce. Non ha particolare peculiarità e sta per imboccare anagraficamente le argentee vie senza troppi clamori. Uno sguardo apatico si posa sul suo velo esistenziale ormai sbiadito, gli unici sprazzi d’empatia li riserva ai suoi discenti, gli esseri umani da cui riceve umana comprensione in un mondo che fatica a sentire ancora suo. Non è abituato ad affidarsi è piuttosto abile ad annegare le emozioni in sovrumani silenzi. Bruno Sartori, infatti, della sua famiglia è lo specchio, avvolto da molteplici spigolosità. Il vetro però è destinato a infrangersi, chissà se anche uno solo di questi frammenti possa modificare la personalità oppure fare emergere quella più oscura che ognuno tiene accuratamente sopita. Esattamente come in quella fiaba che gli raccontavano da bambino, gli bastava poco per coglierne il gelido tocco.
La storia familiare in questo romanzo è una rimembranza distorta perché l’affetto idealizza e cela anche il più crudele degli inganni.
Improvvisamente lampi e tuoni squarciano persino l’aria e il protagonista si accorge che per lui la ricreazione è finita ma per altri personaggi non è mai terminata. Il fervido idealismo non scompare come un temporale estivo bensì rivive fiero dalle ceneri di un passato che forse non è mai stato tale .
In un giorno qualunque di una torrida estate genovese mentre Bruno si accinge a completare gli scrutini, viene a sapere che l’amato zio Cesare è scomparso. Chi rapirebbe mai un innocuo e raffinato intellettuale sul viale del tramonto ?Forse la risposta è da cercare in quei volumi che custodisce gelosamente, mentre la polvere indisturbata conta gli anni e il peso delle colpe. A questa vicenda si aggiunge la storia della giovane e ammaliante Stella Clerici descritta come una sorta d’intrepida Bond Girl che però non nasconde poetiche e tenere fragilità. Quando ti rubano l’infanzia e il dolore cosparge l’apparente primavera, ci si sente figli di nessuno e si fatica a diventar qualcuno. Bruno la può comprendere, ha vissuto qualcosa di simile e basta l’eco di quel ricordo per farlo smarrire. Nel fitto bosco della memoria la perdizione non è contemplata. Ci sono diversi emulatori più o meno cinici ma all’apice della piramide c’è uno spietato burattinaio che tiene i fili e manovra i personaggi come marionette tra verità spezzate che metterebbero alla prova anche il più indomito dei cuori. Che cosa differenzia un uomo da un automa? Il ritrovato battito di un sepolto cuore . Ḕ lì che ha inizio un’illuminante cavalcata tra i colori del buio del Novecento, un’incessante e adrenalina corsa tra le sabbie del tempo. Questo è un romanzo sul genere umano , sulla fiducia e il vertiginoso viaggio che essa deve compiere tra le crepe della menzogna.
La costruzione di questo corposo romanzo è un raffinato ricamo che non ha bisogno di orpelli per dimostrare la sua dirompente forza. Si divide, infatti, in due appassionanti linee temporali. Il lettore respira il magistrale lavoro di ricerca attraverso un’accurata ricostruzione storica. Lo stile è avvolgente e scorrevole soffermandosi minuziosamente sulla personalità degli attanti. Tra le pagine di un romanzo in cui predomina perlopiù il genere storico, gli autori inseriscono interessanti sfumature appartenenti al thriller e alla spy- story. L’oblio unisce ancora una volta Genova e Torino con il loro enigmatico ma seducente misticismo raccontando di uomini burberi e scaltri e di donne intraprendenti e indipendenti nelle scelte e nella difesa. Gli autori danno inoltre voce a molti emarginati. I segreti all’interno sono criptici e si dipanano tra investigatori improvvisati ma acuti, poliziotti sospettosi e coraggiosi e ruggenti giornalisti d’inchiesta .
La ricerca della verità è spesso on the road e mentre viaggia Bruno ascolta la radio ed è come se anche la musica si beffasse di lui, perché i Tears for Fears gli ricordano che tutti vogliono dominare il mondo e la febbrile ebbrezza della giovinezza, gli compare un sorriso amaro.
Questo burattinaio e deus ex machina non è Icaro, non cade, non ha paura di essere troppo vicino al sole, infatti, riduce a brandelli anche la luna perché ha la complicità dell’ombra sua sinistra e fedele compagna.
C’è poi lei, la donna del mistero: Edda, un riecheggiamento mussoliniano.
Il personaggio rispecchia fedelmente l’etimologia del suo nome. Colei che combatte per la felicità. Un personaggio affascinante che crede che l’amore sia un sentimento sopravvalutato, in una battaglia idealistica, esso può divenire una mossa strategica .
L’appassionante e dolorosa epopea di uomini e donne, figli del loro tempo che non hanno imparato dagli errori degli antenati.
Nell’aria si sente la voce di Guccini che canta che per fare un uomo ci voglion vent’anni, per fare un bimbo un’ora d’amore ma vita e morte restano uguali.
Un romanzo sul costo della militanza e della lotta politica mentre oggi come ieri un fuoco continua a divampare perché le radici del male non si possono dimenticare .
Conclusioni
Un romanzo emozionante e adrenalinico che tiene il lettore col fiato sospeso.