



Introduzione
Ho imparato a leggere e scrivere tardivamente, per questo ancora non so mettere bene in ordine le parole soprattutto un poco immischio u sicilianu cu l’inglese che ho dovuto imparare for my new life e cu l’italiano che a mozziconi m’insegnò mia mogghie. Per questo ai lettori fin d’ora domando perdonanza, ma per quelle che sono state in qualche modo le mie donne, è un atto dovuto. Ancora da queste poche parole non potete capire ma this is a long story. Turnatu a casa dopo tanti anni per consegnare a lei personalmente le ultime volontà di mia moglie mi stava vinennu quasi un infarto my poor heart! Appena mi è apparsa nel pieno fiorire dei suoi anni mi è sembrato di rivederla , la mia dolce amata selvaggia Liz. Così ci chiamavamo Gerry e Liz affinchè il peso fittizio della menzogna con un diminutivo fosse più sopportabile e non scordassimo del tutto le nostre radici , Sicilia the our very home . Lei non avrebbe potuto dimenticare perché sarebbe stato per sempre un albero sradicato, per non poter donare quell’affetto che era quasi la personificazione di un respiro vitale, come latte che sgorga dalle mammelle e cancella l’odore di morte e il grido di disperazione dando a lu picciriddu un porto sicuro. Dal canto mio nemmeno avrei potuto farlo pi tuttu lu mali chi siminai come piante malate in un terreno fertile. Tutto doveva mutare dalla base che in qualche modo ero io, sentivo la gente apostrofarmi come mafioso ma subito dopo avermi chiesto favori. Grandi, piccoli non aveva importanza, svolgevo tutto per un mio tornaconto ma ciò sembra appartenere a un passato ancora più remoto a un uomo che sono stato e non sono più. Lo affermo con orgoglio e non perché ho regalato i conti cu la giustizia picchì non appena leggerete stu libro vi assicuro chi di giustu c’è ben poco, iddu non doveva mancu esistere eppuru siminao sulu dulure e infelicità come dei patri anni prima. Dagli sbagli non sono esenti nemmeno i preti, siamo uomini e ognuno conta i suoi misfatti e la sera alla buia cena e dialoga con i propri rimorsi. Non avrei scelto mai la vita monastica, non avrei mai abbandonato quel tocco di briosa avventura che sembrava essere l’unico dono destinato a un disgraziato come me. Eppure c’era una sorpresa inaspettata. In mezzo a tutto questo dolore, alle vendette, ai soprusi ai raggiri, questa è, infatti, anche la storia di come l’amore mi ha saputo cangiare. Forse i compaesani mi chiamarono allocco quando mi videro fare cose che mai avrei compiuto, io con tutto il rispetto e cu l’onore in parte ricostruito preferisco definirmi a new man. Nel cuore mi porto solo la speranza che con me lei abbia potuto conoscere una parvenza di felicità. Non me lo faceva mai pesare, era molto discreta la mia Liz per questo mi è rimasto il dubbio. Non volevo che tutto quello che avevamo passato morisse con me né con le altre persone coinvolte ancora vive e così la scelsi tra milioni. Rido perché quando bussai alla porta di Milena cu una guantera di dolci siculi mi sorrise e mi convinsi che era la donna giusta cui affidare questo patrimonio emotivo ma non solo ricordo che durante il primo e poi anche nell’ultimo incontro pioveva a dirotto. Leggendo capirete cosa c’entra l’acqua ma è partendo da essa chi vogghiu fare un augurio speciale a quella ragazza siciliana ma anche a tutti voi. La vita non vi risparmierà dolori e sofferenze ma regalatevi sempre un po’ di magia con l’aiuto della fantasia come quel film che in America e non solo amano molto perché insegna a guardare over the rainbow .
Con affetto sempre vostro
Calogero “Gerry “ Licata
Aneddoti personali
Sentivo parlare del grande successo di questo libro e come sempre diffido dei fenomeni. Devo smorzare un attimo i toni non siamo di fronte a nessun particolare fenomeno tuttavia è veramente un ottimo libro. L’autrice fa la differenza con la sua portentosa scrittura di cui cercherò di parlavi nella recensione più dettagliatamente. Regalerò questo libro perché mi ha tenuto tanta compagnia. Nonostante la mole si divora. Mi ha rigenerato dal punto di vista letterario come non mi capitava da qualche tempo. Lo porterò nel cuore perché rapito dagli accadimenti come nei classici ottocenteschi mi sono divertito ed emozionato. Ringrazio di cuore l’amico Giovanni V. e la casa editrice Bompiani per la copia ma soprattutto Milena per averlo scritto e aver donato ai lettori un personaggio straordinario come Calogero Licata. Non vedo l’ora di poterla ringraziare dal vivo ma ancora di più provare a condurvi in quest’avvincente mondo che non è più una fantasia ma proprio come un arancio amaro è una magica realtà .
Recensione
Il cuore indomito non raggiunge il sonno ristoratore fin quando non sente profumo di verità cospargere l’aria e l’alternarsi dei giorni e delle notti non appare nella sua piena e magnifica chiarezza. L’unico misticismo che resta poeticamente irrisolto è quello celato all’interno del vivere. Tutti combattono per quel miraggio irraggiungibile di felicità ma quando essa si muta in avidità dissemina odio, invidia e rancore facendo cadere il simile nella vulnerabile tentazione del peccato. Le finestre delle case sono aperte e come fosse un caloroso abbraccio lo scirocco accarezza la terra facendo giungere fino al cielo il suo odore . Ḕ un patto apparentemente infrangibile quello tra uomo e natura dove ognuno tenta faticosamente di dimostrare la propria forza ma in questo giocoforza estenuante inevitabile alle due parti non resta altro che contare le perdite. Nessuno può, infatti, sfidare apertamente i dadi del destino perché hanno sempre un fidato alleato il compromesso cui le forze devono piegarsi inevitabilmente perché ne scrive le implacabili regole. Nell’Italia degli anni Sessanta al centro della scena c’e lei Carlotta Cangialosi una quasi quarantenne in preda alla riscrittura di una personale femminilità ma soprattutto alla perenne ricerca dell’origine della sua stessa essenza, perché lei è la perfetta incarnazione della brace, un fuoco senza la sua fiamma, perduta nei vorticosi meandri del labirinto della vita, poiché un essere umano è nulla senza la sua storia. Sono gli anni di un’emancipazione embrionale che ancora ostacola i sogni. Lei che vorrebbe essere un avvocato si trova beffata da quella stessa legge che la costringe ad aprire i cassetti della memoria e scoprire un’altra versione della storia che è uno scontro aperto tra l’inchiostro delle parole e l’altalena dei pensieri. Un cuore di donna che prova a ricucire le ferite di bimba. Attraversa le epoche Carlotta lenta e inesorabile, fino a giungere a quel 1924 quando tutto accadde . Ḕ un affresco analitico e preciso tra dominazione e sottomissione dove le classi sembravano ancora comandare, nella regolarità dell’ordine la sregolatezza era pronta a stravolgere lo schema. In Sicilia ancora in pochi conoscevano la lezione virtuosa di Richardson sulla nobiltà, infatti, era una radicata lotta tra sangue e anima. Una terra radicata dal marchio brancatiano della virilità, l’unico modo per cancellare l’onta della vergogna. Con un taglio derobertiano e con personaggi che riecheggiano la più contemporanea Ginex l’autrice narra l’avvincente e appassionante declino di tre famiglie I Damelio , I Cangialosi e i Messina . Quando il turbinio emotivo si diffonde burrascosamente tra nobili e popolani l’uomo perde la ragione e mostra l’istintiva e rapace sembianza. Il libro si divide in trentasette capitoli di varia lunghezza, lo stile è scorrevole, il ritmo è ben calibrato. L’opera si caratterizza in particolare per una prosa viscerale armoniosa, musicale che si dispiega in una profonda intensità teatrale. Un emozionante affresco rurale in una Sicilia ancestrale in cui la spada affilata del pettegolezzo squarcia l’aria e muta il futuro orizzonte. Imperversano le ideologie fasciste eppure non tutti i personaggi coinvolti appaiono stereotipati ci sono gli uomini docili e romantici come Carlo il tenebroso e disponibile farmacista, il marito di Bastiana che gestisce attivamente il loro negozio e l’avvocato Calascibetta, colui che veglia sui membri con salvifico pragmatismo rinunciando a un tacito amore. Sul versante femminile la rivoluzione è operata da Nardina, la baronessa studiosa, descritta come una nobile moderna poiché annulla ogni forma di classismo mettendo le conoscenze acquisite a disposizione dei bisognosi. Lo schema narrativo segue quello della commedia e della tragedia classica. Il tema della nascita permette di analizzare in chiave comica e grottesca atteggiamenti virtuosi e viziosi del genere umano che sfociano nel tragico quando i personaggi sono costretti ad affrontare la potenza delle loro stesse passioni. Il fulcro centrale però sono loro Elisabetta e Calogero . Due pianeti apparentemente distanti, destinati a incontrarsi. Sono le anime selvagge e ribelli che mostrano l’altro volto della vendetta. L’autrice sfruttando abilmente un variegato registro linguistico tra italiano e dialetto pur non rinunciando alla marcatura sociologica della mafia, dimostra una vena contemporanea rendendo protagonisti di questo grande appassionante e avvincente feuilleton due antieroi. La scrittrice si sofferma sulla sfera psicologica dei suoi personaggi attraverso riquadri di ordinaria quotidianità. Descrive spesso il loro rapporto col cibo servendosi di esso non solo come strumento culturale ma anche come metro etico e morale. Da qui l’arancio amaro del titolo, una pianta emarginata che mostra la sua determinazione regalando un inaspettato aroma. Nella narrazione l’elemento naturale predominante è l’acqua, non solo come fattore salvifico per il settore agricolo ma soprattutto per il suo aspetto sacrale che conduce l’uomo a rivedere le sue azioni. Il cielo tuonò con risposta quella notte nell’ultimo giro di giostra tra vittime e carnefici entrambi gli schieramenti annidati nelle loro consapevolezze Tra misteri, ricatti sotterfugi e inganni la storia di gemme che brillano anche nell’ombra sprigionando le ali della libertà in nome di un’agognata e insperata affermazione affettiva .
Conclusioni
Un romanzo avventuroso e toccante capace di scaldarvi il cuore .