



Metal Slinger
Un romance sociopolitico con l’inserimento di alcuni elementi magici . Una lettura appassionante e avvincente
Introduzione
Essere se stessi è la prova più ardua, un pendolo che oscilla ossessivamente tra integrità e caducità. Spesso, infatti, la formazione è un viaggio iniziatico incandescente e impervio, intriso di trappole in cui è facile cadere. La perdizione può condurre in un abisso oscuro in cui sembra riecheggiare l’odore del mare. Una partita a scacchi dall’esito incerto perché ogni mossa mette a repentaglio il corpo e l’anima modificando il prezzo dei legami del cuore .
Aneddoti personali
Voglio partire dal presupposto che mai avrei pensato di leggere questo romanzo. Anche se devo ammettere fin dall’inizio, mi è subito sembrato meno banale rispetto ad altri catalogabili nello stesso genere. Per questo devo ringraziare la cara Giulia M. che ha scritto una recensione sui suoi canali motivata e per quanto possibile particolareggiata che mi ha convinto a dare al testo una possibilità. Ringrazio inoltre i miei amici Mariella e Ignazio che me l’hanno regalato . Ḕ stato un regalo graditissimo che porterò nel cuore. Per fortuna cari amici ho letto il primo volume dopo l’uscita del secondo, così ho risparmiato una crisi di nervi dopo le pagine finali . Ḕ stata una lettura avvincente e sorprendente che mi ha totalmente rapito. Oltre al protagonista maschile, un eroe romantico coraggioso e in sostanza perfetto anche nelle umane imperfezioni, mi sono entrati nel cuore personaggi minori come Fia, poiché sono personalmente appassionato della figura letteraria della janara appartenente alla tradizione popolare, la travolgente bibliotecaria Greta e poi i coniugi Wells e Olivia, perché quando tutto appare tetro con la loro simpatia donano barlumi di calore alla storia e al lettore .
Ringraziando l’autrice e la traduttrice per il lavoro svolto e la casa editrice per averlo pubblicato, provo per quanto possibile a convincervi a tuffarvi in questa storia, avvertendovi che emotivamente nulla sarà più come prima
Recensione
L’orizzonte del mare e quello della terra hanno cessato l’idillica sospensione, la nuda e cruda realtà annulla ogni illusoria poesia per fondersi in un racconto rimasto sopito nella fossilizzazione dei secoli .
Una storia che contiene al suo interno il profumo della leggenda ma anche la sofferenza della vita. Odio e amore, come due amanti separati dal tempo si osservano a lungo per riconoscere nell’altro gli antichi tratti. Nel congiungersi le due forze concentriche risvegliano i rumori del mondo.
L’aroma non si disperde nel vento ma genera una tempesta che ha il fulgore di una promessa .
L’occhio attento del viaggiatore lettore si posa sulle terre sia desolate sia abitate sentendosi parte integrante dei regnanti confini. Il Worldbuilding, infatti, non è complesso, costituito perlopiù da vastità naturali suddivise in territori caratterizzati dalla forza e presenza degli elementi .
I regni su cui l’autrice si sofferma maggiormente sono quello marino degli Alaha e quello terreno dei Kenta. La narrazione inizialmente si concentra sulle interazioni tra i due popoli tra dissapori, rancori irrisolti ed enigmatiche alleanze. Dopo una spiegazione dei confini, la mappatura perde la connotazione geografica per acquisire quella emotiva. In che direzione condurranno le redini del cuore dei personaggi coinvolti? Due regni che si focalizzano sul commercio e i matrimoni combinati si scontrano per determinare la supremazia che i sovrani credono di esercitare grazie all’illusione regalata dal potere. A chi spetterà l’egemonia ?
Come leggere il futuro? Auspicando in una radiosa prosperità o cogliere i segnali delle crepe come un nefasto presagio?
La sorte gioca ancora a dadi con gli ignari uomini alterando anche i respiri.
La guerra è impartita anche alle donne come fosse un’arte, poiché ogni membro deve onorare il proprio Paese e svolgere azioni per il bene del popolo. Tutto però sta per cambiare nuovamente scrivendo attraverso due giovani pagine roventi dall’esito imprevisto. Brynn da una parte, Acker dall’altra. A ognuno il proprio veleno. Lo schema di Romeo e Giulietta sembrerebbe servito, se non fosse che i fili del destino sono ancor più piacevolmente ingarbugliati.
Brynn è un’abile condottiera dall’animo pacato e dalla personalità solare. Si è abituata a vivere con gli Alaha ma troppo spesso si disperde nel buio. Col passare degli anni questi momenti di silenzio sono diventati sempre più intensi. Come se qualcuno da un passato che non ricorda di aver vissuto la stesse chiamando.
Acker è un valoroso guerriero con un’etica personale, talvolta brutale e cupo ma capace di incommensurabili gesti d’affetto e amore. L’uomo ha da compiere una missione tanto avvincente quanto pericolosa.
La sirenetta guerriera riesce a raggiungere la terraferma senza incantesimi ma se nella celebre fiaba la mutazione riguardava la fisicità, qui è una questione emotiva ed energetica che si concentra nel significato primordiale e filosofico del risveglio.
Il tragitto terreno di Brynn è narrato attraverso i suoi arroventati passi. Toccare la terra la trasforma in una sabbia bagnata che può diventare polvere di sogno o un oggetto di cui plasmar la forma. L’incontro con la magia è un rovente contatto nella cristallizzazione degli attimi in cui s’incrociano i loro sguardi .
Prima di continuare con l’analisi strutturale è arrivato il momento di una precisazione utile per i lettori. Definirlo fantasy sfruttando il filone del romantasy è fuorviante oltre che erroneo. Il romantasy non è un sottogenere del fantastico bensì delle romance. Con questa precisazione non si vuole sminuire l’opera, perché le intenzioni della scrittrice sono chiare e definite ma smontare una logica di mercato che crea confusione anche tra gli scaffali delle librerie. Il libro ha molteplici punti di forza e bisogna risaltarli per quelli che sono .
L’opera è, infatti, un romance sociopolitico con l’inserimento di alcuni elementi magici .
Tutti gli elementi presenti sono perfettamente inseriti e hanno un loro senso logico, anche la suddivisione in cinquantasette capitoli. Il numero cinquantasette, infatti, simboleggia la creatività e il concentrarsi sullo sviluppo intellettivo e intuitivo nella crescita personale e nelle interazioni. Questi aspetti sono centrali in tutta l’opera. Il singolo romanzo può altresì essere tripartito in tre parti: L’incontro, il viaggio e Gli intrighi di corte.
La protagonista ha una spiccata passione per il disegno e per tutta la narrazione, personaggio e autrice s’influenzano a vicenda. Il tratto preciso di Brynn si ripercuote nello stile della scrittrice che si traccia con chiarezza e incisività. Allo stesso tempo scrittura e disegno sono uniti da un ammaliante alone di mistero. Tutte queste caratteristiche sono saldamente mantenute nella traduzione di Daniela Di Falco.
Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è sicuramente la personale riscrittura del trope della found famiglia. Non vi è calore bensì inganno e ambiguità abilmente mascherati da giocosi screzi .
L’autrice sfida apertamente il lettore istillando il seme del dubbio che quanto scritto sia vero e fedele. Utilizza magistralmente la tecnica narrativa del narratore inaffidabile. In molti casi in letteratura essa è accompagnata da un tentativo della voce narrante di “espiazione “ che fortunatamente qui manca .
Nella parte centrale dell’opera Acker accompagna Brynn nel suo percorso identitario, entrambi sono costretti a rivedere il peso e il prezzo delle loro priorità. Queste pagine sono narrate con il linguaggio dei diari di bordo e risultano appassionanti, è come se contenessero lo spirito avventuriero di Oceania, la sacralità di Vita di Pi e l’intenso esistenzialismo de L’albatro di Baudelaire.
Il viaggio intrapreso non è interessante soltanto dal punto di vista fisico ma soprattutto per quanto riguarda la sfera introspettiva degli attanti coinvolti.
Tra le pagine si susseguono diversi personaggi tutti sapientemente sfaccettati tra cui si segnalano: il rocambolesco Messer, l’intrigante Beau, la mistica Fia, la travolgente bibliotecaria Greta e poi i coniugi Wells e Olivia, perché quando tutto appare tetro con la loro simpatia donano barlumi di calore alla storia e al lettore .
La contrapposizione tra energia ed emozione è ben calibrata e risulta incalzante per più di metà libro attraverso le abilità mentali, quando giunge l’apice dell’erotismo la prosa eccede nel languore e poteva essere gestita meglio anche formalmente. Questo tuttavia non intacca una sceneggiatura perfetta. L’autrice, infatti, sfrutta correttamente il coup de théâtre, i flashback e il cliff.
Un canto di rivolta risuona nell’aria come una crisalide nella notte. Un romanzo che riscrive i canoni fiabeschi illuminando di una luce mistica e sinistra i cardini della libertà e della volontà in cui attraverso il candore di un bacio si può scoprire quanto può essere doloroso persino l’incanto .
Conclusioni
Un esordio davvero promettente per un’autrice difficile da dimenticare.